Dopo anni di crisi, Yahoo è stata venduta attraverso un’asta al gigante delle telecomunicazioni statunitense Verizon Communications per la cifra di 4,8 miliardi di dollari, un prezzo caro da pagare per una società che Wall Street considera inutile, ma che nel suo momento di picco, a gennaio del 2000, valeva 125 miliardi di dollari.

Secondo fonti vicine all’azienda, il consiglio d’amministrazione di Yahoo avrebbe accettato la vendita delle sue operazioni online centrali, che includono il motore di ricerca, il servizio di posta elettronica, la piattaforma per immagini Flickr, il blog Tumblr e degli asset immobiliari. I brevetti di Yahoo saranno venduti separatamente.
Resteranno invece nel portfolio di Yahoo la quota del 15% di Alibaba – il principale portale di eCommerce cinese, il quale è valutato intorno a 41 miliardi e la quota del 35% di Yahoo Japan del valore di circa 9 miliardi.

L’azienda di Yahoo, fondata nel 1994 da David Filo e Jerry Yang, è stata una delle prime ad affacciarsi sul web ed è stata creata come un deposito di link in grado di tener traccia degli interessi personali su internet. Si è poi espansa, offrendo servizi gratuiti fra cui ricerche, email, shopping e news, attraverso il supporto delle pubblicità all’interno delle proprie pagine. Il modello ha funzionato per anni, generando per anni nuovi utenti.

Tuttavia, con l’ascesa di aziende come Google, che è riuscita a prendere il sopravvento come motore di ricerca e Facebook, che ha sostituito gradualmente i portali web, l’azienda di Sunnyvale ha perso gli introiti pubblicitari e il traffico di ricerca. Il portale viola non è riuscito a trovare una strategia vincente nella ricerca su web, nei social, nei video ecc. Yahoo non è riuscita a lanciare nuovi servizi di successo e le acquisizioni effettuate, come quella di Tumbrl, non si sono rivelate determinanti. Neanche Marissa Mayer, la prima ingegnere donna assunta da Google e ingaggiata nel 2012 come amministratore delegato di Yahoo è riuscita nel tentativo di risanare l’azienda. Secondo gli osservatori, è improbabile che avrà un ruolo dopo la vendita, ma il suo contratto prevede il pagamento di una buonuscita di oltre 50 milioni di dollari.

Nel business della pubblicità digitale, Verizon deve affrontare due concorrenti predominanti: Google e Facebook. L’obiettivo dell’acquisizione sarebbe proprio quello di combinare le funzionalità di Yahoo, quali l’advertising, la ricerca online e la posta elettronica con quelle di AOL - già acquisita nel 2015 - al fine di creare il ‘terzo polo’ del digital advertising dietro Google e Facebook. Il mercato Usa della pubblicità digitale varrà quest’anno 69 miliardi di dollari: Google ne controllerà una quota di quasi il 40%, Facebook il 15%, mentre Verizon insieme ad AOL controlla una quota dell’1,8%, ma con l’acquisizione di Yahoo, arriverà a 5,2%.

Fonte: The New York Times